Questa settimana la banca centrale sudcoreana ha assunto una posizione ferma, esortando le autorità di regolamentazione finanziaria a limitare l'emissione di stablecoin denominate in won coreani esclusivamente alle banche commerciali autorizzate. Questa mossa mira a rafforzare la supervisione e a ridurre i rischi legati al riciclaggio di denaro e alla più ampia instabilità finanziaria.
La Banca di Corea (BOK) ha condiviso la sua raccomandazione in un rapporto presentato all'Assemblea nazionale il 23 febbraio 2026, sostenendo che limitare l'emissione di stablecoin alle banche regolamentate fornisce la più forte tutela contro la finanza illecita e le perturbazioni sistemiche.
La proposta riflette la crescente cautela dopo alcuni incidenti preoccupanti nel mercato nazionale delle criptovalute, tra cui un recente trasferimento errato di Bitcoin da 40 miliardi di dollari da parte dell'exchange Bithumb, che ha intensificato il controllo delle risorse digitali non regolamentate.
Punti chiave
- Solo le banche commerciali autorizzate in Corea del Sud potranno emettere stablecoin garantite dal won, per ridurre il riciclaggio di denaro e i rischi finanziari.
- Le banche devono detenere le riserve dietro queste stablecoin, garantendo così la supervisione normativa e la stabilità monetaria.
- Il Digital Asset Basic Act impone alle banche di detenere una partecipazione di controllo negli emittenti di stablecoin, fornendo un quadro giuridico per un'adozione sicura.
- Mentre alcuni temono che le restrizioni possano limitare l'innovazione fintech, gli enti regolatori ritengono che le norme aumentino la fiducia del pubblico e la legittimità del mercato.
Stablecoin guidate dalle banche: stabilità prima della velocità
Secondo la raccomandazione della banca centrale, solo le banche commerciali autorizzate – istituzioni già soggette alle norme in materia di adeguatezza patrimoniale, liquidità e antiriciclaggio (AML) – sarebbero autorizzate a emettere stablecoin ancorate al won coreano.
La logica della BOK è semplice: le banche operano già sotto un elevato livello di supervisione normativa e hanno istituito sistemi per monitorare la conformità, il che le rende più adatte a gestire le riserve di copertura e gli obblighi di rimborso.
I funzionari hanno inoltre avvertito che l'emissione diffusa da parte di entità non bancarie potrebbe complicare la trasmissione della politica monetaria e potenzialmente consentire l'elusione degli attuali controlli sui cambi. Le stablecoin, per loro natura, facilitano rapidi trasferimenti transfrontalieri; nelle mani di emittenti scarsamente regolamentati, potrebbero rappresentare un canale per flussi di capitali illeciti.
Basandosi sul Digital Asset Basic Act
La raccomandazione della Banca di Corea si prepara ai più ampi cambiamenti legali in atto a Seul. Il Digital Asset Basic Act, la cui entrata in vigore è prevista per l'inizio del 2026, prevede che le banche debbano detenere una partecipazione di controllo – spesso stimata intorno al 51% o più – in qualsiasi entità che emetta stablecoin basate sul won.
Questa disposizione fa parte di un quadro che mira a chiarire ruoli e responsabilità nel mercato delle stablecoin, impedendo al contempo agli operatori non regolamentati di compromettere le garanzie finanziarie.
Sebbene la legge abbia subito ritardi a causa dei dibattiti normativi sull'idoneità degli emittenti, la sua direzione rimane chiara: Seul preferisce un modello incentrato sulle banche che integri l'emissione di stablecoin all'interno dell'attuale perimetro normativo finanziario.
Reazione dell'industria: innovazione vs. regolamentazione
La posizione della banca centrale ha suscitato un dibattito tra i sostenitori delle criptovalute e gli stakeholder del settore.
I sostenitori di una più ampia partecipazione del settore fintech sostengono che limitare l'emissione alle sole banche potrebbe frenare l'innovazione e creare barriere per le startup desiderose di sviluppare nuove soluzioni di pagamento basate su infrastrutture blockchain. Le aziende fintech, a loro dire, offrono un'agilità e una profondità tecnologica che le banche tradizionali potrebbero non avere.
D'altro canto, molti enti regolatori e osservatori del settore ritengono opportuno un'implementazione prudente. Regole chiare e una supervisione rigorosa possono rafforzare la fiducia del pubblico e proteggere i consumatori, soprattutto in un settore che ha subito perdite significative a causa di attacchi informatici ed errori operativi.
I sostenitori sottolineano inoltre che le banche possono continuare a innovare attraverso partnership con aziende tecnologiche, preservando lo slancio competitivo e rafforzando al contempo la fiducia.
Uno sguardo al futuro
L'approccio della Corea del Sud sottolinea un dibattito globale più ampio su come integrare le valute digitali nella finanza tradizionale senza comprometterne la stabilità.
Affidando l'emissione iniziale alle banche, la Banca di Corea mira a bilanciare l'innovazione con la gestione del rischio, offrendo un modello a cui altre nazioni potrebbero fare riferimento nel definire le proprie politiche in materia di stablecoin.
Mentre i legislatori perfezionano il Digital Asset Basic Act e le relative normative sulle criptovalute, gli operatori di mercato osserveranno attentamente come queste norme influenzeranno il futuro delle stablecoin basate sul won e il ruolo del Paese nell'ecosistema globale delle risorse digitali.

