Le Hawaii si apprestano a vietare le transazioni da contanti a criptovalute tramite sportelli automatici e chioschi dedicati alle criptovalute a partire dal 1° ottobre, diventando così il quarto stato americano a imporre un divieto totale su questo tipo di accesso al dettaglio alle criptovalute. Il governatore Josh Green ha firmato la legge House Bill 1642, trasformandola nella Legge 224 il 9 luglio, con i legislatori che hanno citato il crescente numero di frodi e perdite legate alle criptovalute tra i residenti delle Hawaii.
La legge vieta espressamente il possesso, l'esercizio o la gestione di un chiosco per transazioni in asset finanziari digitali che accetti dollari statunitensi dai clienti in cambio di asset digitali. Non si tratta, tuttavia, di un divieto generale sul trading o sul possesso di criptovalute nello stato.
Punti chiave
- Il divieto di installare sportelli automatici per criptovalute alle Hawaii entrerà in vigore il 1° ottobre 2026.
- La legge 224 vieta ai chioschi di accettare dollari statunitensi in cambio di asset digitali.
- La legge si concentra sulle transazioni da denaro contante a criptovalute, piuttosto che sull'attività legata alle criptovalute in generale.
- Secondo i dati dell'FBI, nel 2025 alle Hawaii sono state registrate 92 denunce relative a chioschi di criptovalute, con perdite stimate pari a circa 3.85 milioni di dollari.
- Le Hawaii si uniranno a Indiana, Minnesota e Tennessee nel vietare i chioschi di criptovalute.
- Stando a quanto riportato in merito alla legislazione, i consumatori potranno comunque utilizzare i chioschi per convertire le criptovalute in loro possesso in contanti.
Le Hawaii prendono di mira i chioschi di criptovalute per timori di frode
La legislazione è stata in gran parte motivata dalla preoccupazione che i chioschi di criptovalute vengano utilizzati dai criminali per ricevere denaro dalle vittime di truffe. Secondo l' Internet Crime Complaint Center dell'FBI , nel 2025 i chioschi di criptovalute sono stati oggetto di oltre 13,400 denunce negli Stati Uniti, con perdite segnalate superiori a 388 milioni di dollari. Ciò ha rappresentato un aumento del 58% delle perdite rispetto al 2024. Più della metà delle denunce riguardava persone di età superiore ai 50 anni, che hanno subito perdite per oltre 302 milioni di dollari. Le Hawaii hanno registrato 92 denunce relative ai chioschi di criptovalute nel 2025, con perdite rettificate di circa 3.85 milioni di dollari, secondo i dati dell'FBI a livello statale.
La truffa tipica consiste nel convincere le vittime a prelevare contanti dal proprio conto bancario e a depositarli in un chiosco di criptovalute. Alla vittima viene poi chiesto di inviare la criptovaluta a un portafoglio controllato dal truffatore. L'FBI ha avvertito che i criminali possono utilizzare questi dispositivi per trasferire fondi rapidamente dopo aver persuaso le vittime a effettuare prelievi di contanti.
Cosa vieta effettivamente la nuova legge
La legge 224 è più circoscritta rispetto a un divieto generale delle criptovalute. A partire dal 1° ottobre, agli operatori non sarà più consentito possedere, gestire o amministrare chioschi che accettano dollari statunitensi dai clienti in cambio di asset digitali. La misura elimina quindi la funzione di conversione di contanti in criptovalute, che i legislatori hanno identificato come particolarmente vulnerabile alle frodi.
Durante la sessione legislativa del 2026, i legislatori delle Hawaii hanno preso in considerazione diversi approcci per regolamentare i chioschi di criptovalute. Altre proposte si concentravano sui limiti di transazione, sul monitoraggio della blockchain , sulla trasparenza nei confronti dei clienti e sui rimborsi. Tuttavia, la HB 1642 è diventata in definitiva il divieto assoluto di acquisto in contanti di asset digitali. Hawaii News Now ha riportato che i clienti potranno comunque convertire in denaro contante le criptovalute già in loro possesso tramite i chioschi, il che significa che la legge non elimina completamente tutte le funzionalità di questi dispositivi.
Le Hawaii si uniscono alla crescente stretta degli stati
La decisione delle Hawaii si aggiunge alla crescente divisione tra gli stati americani su come regolamentare i chioschi di criptovalute. Indiana, Minnesota e Tennessee si sono già mossi verso divieti totali, mentre altri stati hanno adottato requisiti operativi più rigorosi. L'approccio delle Hawaii è degno di nota perché elimina completamente il canale di acquisto in contanti, anziché imporre limiti alle transazioni o ulteriori requisiti di conformità agli operatori.
La legge statale arriva mentre altre giurisdizioni continuano a sperimentare approcci alternativi. Alcune proposte di legge richiederebbero agli operatori di utilizzare l'analisi blockchain, fornire ricevute dettagliate delle transazioni, mantenere canali di assistenza clienti e offrire rimborsi in determinati casi di frode.
Per il settore delle criptovalute, i diversi approcci potrebbero creare un contesto normativo frammentato in cui gli operatori di chioschi si troverebbero ad affrontare requisiti sostanzialmente diversi a seconda dello stato in cui si trova il dispositivo.
Cosa succede dopo il 1° ottobre?
L'impatto immediato si farà sentire sulle attività commerciali che gestiscono chioschi di criptovalute alle Hawaii. Gli operatori che attualmente accettano contanti in cambio di asset digitali dovranno interrompere tale attività prima che la legge entri in vigore.
I dati citati nei rapporti forniti indicavano che decine di sportelli automatici e chioschi per criptovalute erano operativi in tutte le Hawaii. I dati dell'FBI confermano inoltre che lo stato ha registrato perdite per milioni di dollari a causa di truffe legate a questi dispositivi nel 2025. Per i consumatori, questo cambiamento elimina uno dei metodi più accessibili per convertire denaro contante in criptovaluta. Gli utenti dovranno quindi affidarsi maggiormente a piattaforme di scambio regolamentate, canali bancari e altri canali digitali.
Conclusione
Il divieto entrato in vigore alle Hawaii il 1° ottobre rappresenta una delle risposte statali più decise finora adottate negli Stati Uniti contro le frodi legate ai chioschi di criptovalute. La legge non vieta le criptovalute in sé, ma si concentra sul modello di conversione da contanti a criptovalute, che secondo le autorità è stato sempre più sfruttato dai truffatori.
Considerando che i dati dell'FBI mostrano centinaia di milioni di dollari di perdite a livello nazionale legate ai chioschi di criptovalute, la decisione delle Hawaii potrebbe incoraggiare altri stati a valutare restrizioni simili. La questione più importante per il settore delle criptovalute è se la legislazione futura privilegerà divieti assoluti o misure di sicurezza più rigorose che preservino l'accesso al mercato al dettaglio, affrontando al contempo i rischi di frode.
